| foto dal web |
“Per capire uno
scrittore bisogna conoscere la sua vita privata”.
Qualcuno eccepisce così, ma non è vero se la coscienza
di chi scrive è limpida.
Personalità complesse, poliedriche, profonde, spesso si
ritirano nei loro pensieri esponendo solo frammenti.
Piccole schegge di
luce.
Incisioni sottocutanee a fior di labbra, inarrivabili a
volte in superficie.
Non è strano che ci si metta davanti ad uno specchio per
raccontarsi ? Uno specchio interiore da cui tenere lontano intrusi e invidiosi.
Forse da lì anche Hemingway ascoltava il rintocco delle sue
parole e si chiedeva per chi suonasse la campana, come umanamente ci si chiede
in ogni singolo scritto, in ogni singolo appello o tormento o invocazione o
enigma.
Il senso della direzione.
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