La divina Marylin dei calendari, la leggendaria bionda svampita degli uomini che preferiscono le bionde,
fu solo che amavo troppo, amavo troppo intensamente.
Amavo intensamente la vita tanto da morderla fino al torsolo. Come una mela verde.
Io ero il verme bacato di quella mela ed ero la mela stessa.
Mi sono annientata. Divorata.
Mi sono annientata, ma non perché ero bella e insaziata.
Era una questione di luce, capite ?
Quel voler bruciare in fretta e stare ad ascoltarne il crepitìo sulla pelle.
Non me ne importava nulla.
Faceva male o bene. Non era essenziale per me.
Ho avuto molti uomini, li ho amati tutti anche se Jhon era un bastardo. Donnaiolo e arrivista.
Bob, no.
Bob era dolce. Era dolce Bob.
Facevamo l’amore sotto la luna, dentro la mia lussuosa piscina; sentivo il suo desiderio percorrere ogni mio singolo centimetro di pelle. Uno spasimo lento, come i suoi baci roventi, come quella frenesia di arrivare a toccare quella luna sempre più vicina ai nostri sospiri malati, al piacere dei nostri corpi sudati e accaldati.
Non so se Bob mi amava ma io ero pazza di lui, delle sue mani sul mio corpo, dei suoi gemiti , delle sue labbra golose. Io l’amavo, sì, l’amavo.
Okay, non volevo dirvi proprio questo, è una confidenza estrema.
Sappiate farne tesoro.
Anche perché i giornalisti mi dipingeranno sempre in bianco e nero e di me diranno che fui la bionda oca dei rotocalchi, l’amante insaziata degli uomini del presidente, la sballata eroina di film assurdi, l’alcoolica drogata di ogni eccesso.
okey adesso, Bye bye baby……
***
(febbraio 2008)
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