Nietzsche " come potrei essere un uomo se non fossi un solutore d'enigma ed un poeta " ?
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| foto dal web |
Cos’è un cielo privo di nuvole ? il profilo viola di una montagna a corona e custodia dei suoi elementi?
Cos’è un uomo dinanzi alle sue lacrime.
Alle sue domande, alla sua vita.
Ho trovato nel silenzio l’eco di ogni risposta, ho seguito quel profondo sussurro del vento quando si insinua fra i crepacci di roccia e palpita lì dentro, come palpita in me, vibrandomi nella gola fra l’istinto e la ragione del mio essere.
Ho imprecato contro la morte, questa morte che mi sussurra che verrà dal basso, da laggiù, risalendo leggera la valle, la collina, per arrivare qui ed aprirsi al risoluto disegno del cosmo.
Non impreco più da alcuni giorni. Sono pronto.
Il mio respiro di morte è in questo magnifico silenzio che si apre adesso dinanzi a un’armonia più grande.
Si scioglierà nella polvere per far parte di tutto questo.
Luce e buio, aurora e tramonto, bellezza infinita, rarefatta e celeste. Mentre la mia vita è sempre precipitata vorticosamente nell’occhio di un dio vendicativo, braccata su confini di fuoco dove scrittura e ideologia marcavano territori a fianco di fucili e cadaveri.
Li ho seguiti quei crepacci, camminandovi in cerca di un senso.
Ma è qui che lo trovo. Alla fine di tutto questo.
Siamo un tassello dell’intero universo, violare questo rapporto, infrangerlo, cercare la ragione la supremazia ad ogni costo al di là di ogni ragionevole dubbio è un atto di ingiustificabile arroganza. Quando ogni cosa si smarrisce diluita nell’immensità, resterò in quel solo unico invisibile granello.
L’orma di qualcuno che per un breve attimo d’eternità ha saputo di appartenere ad un disegno più grande, che non era quel dio di carta stampata. Quel dio rincorso per un’intera vita fra i confini e i recinti imposti dall’uomo.
Era un dio diverso.
Ho scoperto chi sono.
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riediz.2011
(omaggio a Tiziano Terzani) photo dal web

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